DIMMI CHE CREDI NEL DESTINO

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dimmi che credi al destino

DIMMI CHE CREDI NEL DESTINO

TRAMA DEL LIBRO DIMMI CHE CREDI NEL DESTINO DI LUCA BIANCHINI

Dimmi che credi nel destino: Trama

Ornella ama i cieli di Londra,il caffè con la moka e la panchina di un parco meraviglioso dove ogni giorno incontra Mr George. L’ anziano signore ascolta le sue disavventure, legate soprattutto a un uomo che lei non vede da troppo tempo e che non riesce a dimenticare.

A 55 anni, Ornella si considera campionessa mondiale di cadute, anche se si è sempre saputa rialzare da sola.

Per fortuna può contare su Bernard, il suo vicino di casa, che la osserva da lontano e la conosce meglio di quanto lei conosca se stessa.
L’ultima batosta, però, è difficile da accettare.
La piccola libreria italiana che dirige nel cuore di Hampestead, dove le vere star sono due pesci rossi di nome Russel e Crowe, rischia di chiudere. Il proprietario si è preso due mesi per decidere.

Lei, che sa lottare, ha imparato anche a lasciarsi aiutare e così chiama in soccorso la Patti, la sua storica amica milanese. L’inimitabile compagna di scorribande arriva in città con poche idee e tante scarpe, ma sufficiente entusiasmo per trovare qualche soluzione utile a salvare l’Italian Bookshop.
La prima è quella di assumere Diego, un ragioniere napoletano bello e simpatico, che fa il barbiere part time, ha il cuore infranto e le chiama “guagliuncelle”.

Ma proprio quando la libreria ha più bisogno di lei, il destino riporterà Ornella in Italia, a bordo di una Seicento malconcia guidata in modo improbabile dalla Patti.

RECENSIONE

Attratta dal titolo e dal fatto che si parlasse di libri, ho deciso di leggere questo romanzo, scritto da un autore con cui non mi ero mai cimentata ma che conoscevo per alcune commedie tratte dalle sue opere.

Un libro che è stato per me come una boccata d’aria fresca, in un periodo pieno di pensieri.
Divertente, frizzante, coinvolgente ma, allo stesso tempo, profondo e ricco di spunti di riflessione.

La storia di una bella amicizia fra due donne sopra i cinquanta mature, che si sono conosciute in gioventù. Insieme hanno affrontato una dura battaglia, quella della disintossicazione dalla droga: si sono incontrate, infatti, in una comunità di recupero.

Il loro legame è continuato, forte e indissolubile, nel corso degli anni anche se le loro strade hanno preso percorsi diversi.
Ornella ha lasciato l’Italia e un marito che, di uscire dal tunnel della tossicodipendenza non ne ha voluto sapere. Si è trasferita a Londra, dove ha aperto una libreria, l’ “Italian Bookshop”. Conduce una vita perlopiù solitaria, se si escludono le chiacchierate sulla panchina del parco con l’anziano reduce di guerra Mr George.
La Patti (con l’articolo determinativo davanti, proprio come si usa a Milano) vive invece nel capoluogo lombardo. Fa la correttrice di bozze e è alle prese con un marito un pò assente e una zia acquisita ricca sfondata, perennemente in punto di morte e che minaccia di lasciare tutto in eredità alla Chiesa, invece che ai nipoti.

Ornella è mite, poco appariscente, insicura e non sa imporsi. Motivo per cui entra spesso in conflitto con Clara, la sua dipendente in libreria, per la quale prova una certa soggezione. E’ perennemente in ritardo con gli impegni e con la vita, è riflessiva ai limiti della paranoia e preferisce procrastinare piuttosto che agire.

La Patti, al contrario, è femminile e modaiola.
E’ molto teatrale, vive come se fosse sempre su un palcoscenico, passando dal riso al pianto nel giro di pochi secondi.
E’ un vulcano di energia e vitalità, una ne pensa e cento ne fa: indossa ai piedi vistose scarpe con il tacco 12 e orecchie da Topolino in testa. Si ubriaca a causa delle delusioni amorose ( perchè, pur essendo sposata, non disdegna certo le avventure, soprattutto quelle con giovani e affascinanti autisti indiani). Poi canta a squarciagola la Boheme, fino a crollare addormentata.
Però è anche una donna decisa e “cazzuta”, che sa il fatto suo. Stravede per la sua migliore amica, che considera un pò come una figlia da coccolare e sostenere.
“Ornella, io sarò fiera di te anche quando fallirai”, le dice un giorno.
Esiste dichiarazione di amicizia più bella?

Ornella e la Patti, una sorta di Thelma e Louise made in Italy, così diverse fra di loro ma, allo stesso tempo, complementari l’una all’altra.

Quando l’ “Italian Bookshop”subisce una battuta d’arresto e rischia di dover chiudere, Ornella, vistasi al perso, chiama in suo soccorso la Patti. L’amica arriva subito da Milano, scarpe vistose e cappello appariscente, portando con sè la sua immancabile allegria ma anche una ferale notizia.
Axel, il marito da cui Ornella si è separata ma senza mai divorziare e che, in cuor suo, ha sempre continuato ad amare, è in fin di vita in un letto d’ospedale e chiede insistentemente di lei.
Sarà questa l’occasione per tornare a Verona, sua città natale, per rivedere suo marito. Soprattutto per affrontare una volta per tutte i tanti fantasmi del passato, lasciandoseli definitivamente alle spalle e per iniziare a guardare finalmente al futuro con serenità, fiducia e ottimismo.

Sullo sfondo, in secondo piano ma non per questo meno importanti, altri personaggi che vivacizzano la narrazione.
L’arcigna Clara, collaboratrice di Ornella alla libreria, sempre alle prese con il suo fantomatico gatto allergico al salmone e amante del the delle cinque.
Il simpatico Diego, giovane ragioniere napoletano, fuggito a Londra per dimenticare il bel Carmine, di cui è innamorato ma che lo considera solo una fugace avventura, e che si barcamena fra un impiego come barbiere e il Bookshop, dove viene assunto per far quadrare i conti. Infine
Bernard, vicino di casa di Ornella da quasi vent’anni e da lei sempre considerato gay mentre, in realtà, l’uomo non frequenta nessuna perchè è segretamente innamorato di lei ma è troppo timido e riservato per farglielo capire.

Solo a lettura ultimata, scorrendo i ringraziamenti, si scopre che la storia, seppur in parte romanzata, è vera. Esistono veramente una Ornella, una Patti, una Clara e anche un Italian Bookshop in quel di Londra.
E tutto ciò, a mio avviso, ha reso il romanzo ancora più interessante.

Aveva due grandi amori:i libri e gli esseri umani.
E non poteva innamorarsi di un vecchietto che aveva fatto la guerra,aveva studiato a Perugia e leggeva Calvino.

LUCA BIANCHINI

 

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