Categoria: Storici

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la baracca dei tristi piaceri

Libro La baracca dei tristi piaceri

«Stava lì, l’aguzzina delle SS, capelli biondi e curati, il rossetto sulla bocca dura, l’uniforme impeccabile. Stava lì e pronunciò con sordida cattiveria: “Ho letto sulla tua scheda che eri la puttana di un ebreo. È meglio che ti rassegni: d’ora in poi farai la puttana per cani e porci”».
Così racconta l’anziana Frau Kiesel al’ambiziosa scrittrice Sveva, dando voce a un dramma lungamente taciuto: quello delle prigioniere dei lager nazisti selezionate per i bordelli costruiti al’interno stesso dei campi di concentramento, con l’ipocrita e falsa giustificazione di voler limitare l’omosessualità tra i deportati.
Donne i cui corpi venivano esposti ai sadici abusi delle SS e dei prigionieri maschi – spesso veri e propri relitti umani – che malgrado tutto preferivano rinunciare a un pezzo di pane per scambiarlo con pochi minuti di sesso. Donne che alla fine della guerra, schiacciate dal’umiliazione e dalla solitudine, invece di denunciare quella tragedia fecero di tutto per nasconderla e seppellirla dentro di sé. In questo nuovo capitolo della memoria storica personale e collettiva, Helga Schneider continua, con lucidità e compassione, ma anche con implacabile giudizio, a dare testimonianza di ciò che è accaduto perché non si ripeta mai più, e a rendere un coraggioso omaggio alle donne che in tutti i tempi e in tutti i luoghi subiscono la violenza degli uomini, delle leggi, della Storia.

La strega Bambina

IL VIAGGIO DELLA STREGA BAMBINA

L’hanno rinchiusa in prigione per più di una settimana. Prima l’hanno fatta camminare a passo di marcia, su e giù, su e giù in mezzo a loro, per un giorno e una notte, finché non è più riuscita nemmeno a zoppicare, tanto aveva i piedi gonfi e sanguinanti. Non avrebbe confessato. Così hanno deciso di dimostrare che era una strega”,le pagine di un diario sono cucite dentro una trapunta. Una trapunta che giace indisturbata per oltre trecento anni, finché non viene aperta per essere pulita, e allora dalle sue pieghe cade una storia forte ed emozionante. La storia di Mary, nipote di una strega. Quando la nonna di Mary viene condannata a morte per stregoneria, Mary scappa per sfuggire allo stesso destino, prima nella campagna inglese e poi su una nave per l’America, dove spera di trovare una nuova casa, un luogo dove essere una persona nuova. Scopre però che non è facile fuggire e presto cade vittima di superstizioni e sospetti che potrebbero farle subire lo stesso fato di sua nonna.
Mary è decisa a non farsi calpestare, torturare e uccidere per un crimine immaginario come la stregoneria. Uno sguardo femminile sul mondo, una storia narrata con grande vividezza, come una ripresa cinematografica.

novemila

NOVEMILA GIORNI E UNA SOLA NOTTE

Cara figlia mia, tu non hai segreti, ma io ti ho tenuto nascosta una parte di me. Quella parte si è messa a raschiare il muro della sua prigione. E, nel momento in cui tu sei corsa a incontrare il tuo Paul, ha cominciato a urlare di lasciarla uscire. Avrei dovuto insegnarti come indurire il cuore; avrei dovuto dirti che una lettera non e mai soltanto una lettera. Le parole scritte su una pagina possono segnare l’anima. Se tu solo sapessi…” E invece Margaret non sa. Non sa perché Elspeth, sua madre, si sia sempre rifiutata di rispondere a qualsiasi domanda sul suo passato. Eppure adesso quel passato ha preso la forma di una lettera ingiallita, l’unica che Elspeth ha lasciato alla figlia prima di andarsene da casa improvvisamente. Una lettera che è l’appassionata dichiarazione d’amore di uno studente americano, David, a una donna di nome Sue. Una lettera che diventa, per Margaret, una sfida e una speranza: attraverso di essa, riuscirà a svelare i segreti della vita di sua madre e a ritrovarla? Come fili invisibili, tirati dalla mano del tempo, le parole di David conducono Margaret sulla selvaggia isola di Skye, nell’umile casa di una giovane poetessa che, venticinque anni prima, aveva deciso di rispondere alla lettera di un ammiratore, dando inizio a una corrispondenza tanto fitta quanto sorprendente. La portano a scoprire una donna ostinata, che ha sempre nutrito la fiamma della sua passione, che non ha mai permesso all’odio di spegnerla.

Le- Donne

Le donne più cattive di tutti i tempi

Leggendo le imprese di queste simpatiche fanciulle anche i più ferventi sostenitori dell’idea che gli uomini sono più cattivi delle donne dovranno arrendersi alla relegato dei atti . Nonostante , infatti , la storia abbia quasi sempre relegato le donne fuori dalle stanze del potere (impedendo , quindi , che fossero parole femminili a ordinare massacri e genocidi), esistono esempi nei quali il sesso debole si è fatto valere in quanto a crudeltà , sadismo e pura ,malvagità. Dopo aver letto le storie di Ilse Koch e Irma Grese (le belve delle SS), Beverly Allitt( l’infermiera assassina di bambini ) Belle Gunness ( raro esempio di Uomo Nero al femminile) , Enriqueta Martì ( la strega di Barcellona) , Delphine Lalaurie (la dama nera di New Orleans) , Maria d’Inghilterra , Valeria Messalina e Ranavalona 1( crudeli condottiere) , Elizabeth Bathory ( la contessa Dracula ) , Leandra Cianciulli ( la famosa Saponificatrice di Correggio ) , Mary Ann Cotton (la peggiore madre del mondo) , Myra Hindley ( serial Killer) , Mary Bell ( la bambina demoniaca), Dorotea Puente ( Nonna Morte) , Lucrezia Borgia (l’avvelenatrice) e Chante Jawan Mallard ( la cattiva dei giorni nostri) , il termine ” gentil sesso” acquisterà, per sempre , un significato del tutto nuovo.

DONNE DI AUSCHWITZ

LE 999 DONNE DI AUSCHWITZ

l 25 marzo 1942, circa un migliaio di donne ebree nubili lasciarono, in Slovacchia, per salire a bordo di un treno. Ignare dio ciò che stava per accadere. loro, piene di speranza e orgoglio patriottico, indossarono i vestiti migliori, confidando nel futuro. Erano entusiaste all’idea di aiutare il proprio paese lavorando in fabbrica, come era stato loro annunciato. Invece vennero condotte ad La storia della prima ufficiale deportazione per il temibile campo di concentramento è poco conosciuta, eppure estremamente rilevante al giorno d’oggi. Le vittime di quel 25 marzo non furono oppositori politici, ribelli e partigiani.Furono donne inermi e giovanissime, inviate verso morte c’erta.