Mese: Novembre 2020

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LA STRADA DI CASA MIA

LA STRA DA DI CASA MIA

Sharla ha cinque anni, ma la sua vita non è stata facile. La madre l’ha abbandonata a casa di Addy Shadd, un’anziana signora che vive in una roulotte, per seguire uno dei suoi amanti. Tra la donna e la piccola si instaura un rapporto molto intenso, una solidarietà che riporta alla mente di Addy l’infanzia trascorsa in Canada. Tra scaramucce, slanci affettivi e improvvise disperazioni,la vecchia racconta alla bambina la sua storia: la violenza subita quando era solo quindicenne, la tragica morte del marito e della figlia, il suo lavoro di cameriera a Detroit. Per Sharla è un modo per sentirsi accudita, per Addy l’occasione per ripercorrere le tappe della propria vita.

LA STANZA SEGRETA

La stanza segreta

Annie ha solo sei anni quando comincia a capire che c’è qualcosa che non va in Europa per
chi è ebreo. Ben presto, con lo scoppio della guerra e l’occupazione tedesca, le
persecuzioni antisemite colpiscono senza pietà anche gli ebrei olandesi che vengono
progressivamente espulsi dal lavoro, dalle scuole e costretti a indossare la famigerata
stella gialla, al cui centro campeggia la scritta “Jood”, ebreo. In seguito all’incalzare degli
avvenimenti, la famiglia di Annie si divide e la ragazza, assieme alla sorella, è costretta a
nascondersi presso una famiglia di contadini. Annie e la sorella dovranno vivere rinchiuse
nella “stanza segreta” per più di due anni, fino all’aprile del 1945, quando l’Olanda verrà
finalmente liberata dalle truppe canadesi.

IL BAMBINO CHE PARLAVA CON IL DIAVOLO

IL BAMBINO CHE PARLAVA CON IL DIAVOLO

George Davis ha un problema: non riesce ad affezionarsi a suo figlio neonato. Nella speranza di tenere in piedi il suo traballante matrimonio e di riscattarsi come padre e come marito, George va in analisi. Nel corso delle sedute pian piano cominciano a riaffiorare i ricordi perduti della sua infanzia. Quando George aveva solo undici anni, sconvolto dalla morte prematura del padre, aveva iniziato ad avere delle terribili visioni. Incapace di controllarsi, George si abbandonava a comportamenti aggressivi e violenti. Ma quelle visioni erano solo il prodotto di un’immaginazione troppo vivace? Erano forse sintomi di follia? Oppure il piccolo George era posseduto dal demonio?